
ALGHE E SALUTE : I BENEFICI DELLE ALGHE NELLA GUARIGIONE DELLE FERITE
Postato il 30 Aprile 2026Da diversi decenni, le alghe suscitano un interesse crescente nel campo medico. Utilizzate tradizionalmente in alcune culture costiere, oggi sono al centro di numerose innovazioni nel campo della biomedicina, in particolare per accelerare la cicatrizzazione delle ferite. Ricche di composti bioattivi, le alghe possiedono proprietà emostatiche e cicatrizzanti particolarmente interessanti.
1. Le 4 fasi della guarigione delle ferite
Una ferita è una rottura o una lesione della superficie della pelle. Le ferite fanno parte delle lesioni più comuni nella vita quotidiana, sia a causa di una caduta, di un taglio o un’ustione. Non appena si verifica l’incidente, può insorgere un sanguinamento e si attiva il processo naturale di emostasi e cicatrizzazione della ferita per ricreare la barriera naturale della pelle e proteggerci dalle infezioni.
L’evoluzione della guarigione delle ferite è un processo biologico complesso e organizzato che si svolge in 4 principali fasi successive.

- FASE 1 – EMOSTASI: il corpo arresta il sanguinamento attivando i globuli rossi e le piastrine, che si aggregano per formare un coagulo di sangue. Questa fase dura da pochi minuti a qualche ora.
- FASE 2 - INFIAMMAZIONE: il sistema immunitario attiva i globuli bianchi per proteggere la ferita dalle infezioni. Un leggero gonfiore, un arrossamento e una sensazione di calore nella zona della ferita caratterizzano questa fase. Essa permette di eliminare il tessuto danneggiato o necrotico e dei batteri che potrebbero compromettere la guarigione, attiva le cellule di riparazione e prepara la base della ferita alla formazione di nuovi tessuti. Questa fase può durare da 2 a 4 giorni.
- FASE 3 - PROLIFERAZIONE: il corpo produce nuovo tessuto sano per ricoprire la ferita. Durante questo processo, le cellule della riparazione tissutale partecipano alla produzione di collagene, essenziale per la pelle e per il corretto funzionamento del tessuto connettivo. È in questa fase che i progressi diventano visibili: i margini della ferita si avvicinano progressivamente, riducendone la dimensione fino alla sua completa chiusura. Questa fase può durare da 10 a 15 giorni.
- FASE 4 – RIMODELLAMENTO (detta anche maturazione della ferita): il nuovo tessuto si rafforza progressivamente. Alla fine di questa fase, la zona cicatrizzata recupera stabilità e resistenza, anche se può rimanere leggermente diversa dalla pelle originale. Questa fase può durare da 6 a 18 mesi.
2. Cause del ritardo della cicatrizzazione

Diversi fattori possono rallentare la il processo di guarigione di una ferita :
- Infezione della ferita: disturba il processo di riparazione dei tessuti.
- Malattie croniche: in particolare il diabete (una glicemia elevata rallenta la capacità dell’organismo di riparare i tessuti danneggiati).
- Scarsa circolazione sanguigna: limita l’apporto di ossigeno e dei nutrienti necessari alla riparazione dei tessuti.
- Malnutrizione, in particolare una carenza di :
- Proteine: svolgono un ruolo importante nella formazione e riparazione delle cellule e dei tessuti. Principali fonti alimentari: carne, pesce, uova, tofu, legumi , latticini.
- Carboidrati: indispensabili per il loro apporto energetico, necessario per combattere l’infiammazione. Presenti in cereali, frutta secca, semi e legumi.
- Lipidi: partecipano alla formazione delle cellule cutanee e ne migliorano la qualità, in particolare i lipidi ricchi di vitamina E (oli vegetali, frutta secca e semi ) e di acidi grassi omega 3 (oli vegetali, pesci).
- Vitamina A: permette di controllare la risposta infiammatoria. Principali fonti alimentari: cavolo riccio, spinaci, carote, patate dolci.
- Vitamina C: contribuisce alla formazione del collagene. Fonti alimentari: kiwi, mango, fragole, crescione, cavolo riccio, coriandolo.
- Fumo: riduce l’ossigenazione dei tessuti e rallenta la rigenerazione cellulare.
- Alcuni farmaci, come i corticosteroidi o i trattamenti immunosoppressori, possono diminuire la qualità e l’efficacia della cicatrizzazione.
- Età avanzata: rallenta la rigenerazione cellulare.
Questi fattori possono agire singolarmente o in combinazione e compromettere la guarigione delle ferite.
3. Evoluzione delle buone pratiche nella cura delle ferite
Tra le cause del ritardo nella cicatrizzazione rientra anche un trattamento inadeguato: una ferita mal pulita, mal protetta o poco monitorata, cosi come una medicazione non adeguata, può favorire l’infezione, prolungare l’infiammazione e rallentare la riparazione dei tessuti.
La scienza della cicatrizzazione ha conosciuto un’evoluzione affascinante nel corso dei secoli. Già all’epoca dell’ Antico Egitto la medicazione delle ferite e il riconoscimento dei segni classici di infezione e infiammazione erano perfettamente padroneggiati. Le piaghe da decubito (lesioni della pelle e dei tessuti sottostanti che si sviluppano quando una pressione prolungata impedisce una corretta circolazione sanguigna ) sono state ritrovate su mummie egizie risalenti a circa 5000 anni fa. Gli operatori sanitari dell’antico Egitto utilizzavano in particolare il miele per trattare le ferite grazie alle sue proprietà antibatteriche.
Un papiro chirurgico risalente al 1650 a.C. descriveva almeno 48 tipi di lesioni. Un altro papiro, risalente al 1550 a.C., menzionava l’uso di miscele a base di miele (effetto antibatterico), lino (assorbimento dell’essudato) e grasso (effetto protettivo) per la cura delle ferite.

Facciamo ora un salto nel XX secolo: le pratiche di cura delle ferite hanno conosciuto una nuova rivoluzione — passando da un approccio orientato all’ asciugamento della ferita a un approccio che privilegia il mantenimento di un ambiente umido.
Infatti, fino alla metà del XX secolo, le cure miravano soprattutto a disseccare la ferita, formare rapidamente una crosta e utilizzare antisettici talvolta aggressivi. Prodotti come l’alcol o l’acqua ossigenata venivano comunemente applicati. Se da un lato permettevano di pulire, dall’altro potevano anche danneggiare le cellule in fase di riparazione. La crosta, sebbene protegga la ferita, rallenta la migrazione delle cellule necessarie alla chiusura cutanea.
Nel 1962, il dottor G. Winter ha dimostrato, in una pubblicazione di riferimento, che la cicatrizzazione avviene più rapidamente quando la ferita veniva mantenuta umida, cioè in un ambiente favorevole alla migrazione delle cellule fondamentali per la riparazione dei tessuti. Questo lavoro ha permesso di introdurre il concetto di cicatrizzazione in ambiente umido e lo sviluppo di medicazioni moderne, cosiddette «attive».

4. Benefici delle alghe nella guarigione delle ferite
Il mantenimento di un ambiente umido è proprio ciò che consente la medicazione a base di alginato (un biopolimero derivato dalle alghe). Grazie alla sua forte capacità di assorbimento, regola l’eccesso di essudato mantenendo al tempo stesso l’idratazione necessaria alla migrazione delle cellule coinvolte nella cicatrizzazione.
Le medicazioni in alginato formano un gel protettivo a contatto con la ferita, riduce i traumi durante il cambio di medicazione, favorendo così un processo di cicatrizzazione fisiologico. Esistono numerosi alginati: alginato di calcio, alginatoi di sodio, alginati contenenti altre sostanze come la carbossimetilcellulosa (CMC), ioni argento o zinco, ecc.
Quando un alginato di calcio (gamma Stop Hémo®) entra in contatto con i fluidi corporei (sangue o essudato), non si limita ad assorbire i liquidi e a mantenere un ambiente umido, ma rilascia anche ioni calcio direttamente nella ferita. Questi ioni svolgono un ruolo chiave nell’attivazione delle cellule centralidella cicatrizzazione (macrofagi, fibroblasti, cheratinociti ecc.) e sostengono il processo naturale di guarigione delle ferite.
Questa tecnologia derivata dalle risorse marine illustra perfettamente l’integrazione dei biomateriali naturali nelle strategie moderne di cura delle ferite.

5. Le alghe al centro delle soluzioni moderne per la cicatrizzazione
Oggi le alghe occupano un posto sempre più importante nello sviluppo di soluzioni moderne per il trattamento delle ferite grazie alle loro interessanti proprietà biologiche. Ricche di composti bioattivi, in particolare polisaccaridi naturali, fenoli e acidi grassi, le alghe possiedono caratteristiche che favoriscono la rigenerazione dei tessuti, riducono la formazione dicicatrici e accelerano la guarigione delle ferite.
Oltre ai loro benefici terapeutici, le alghe rappresentano un’alternativa sostenibile ai materiali sintetici, inserendosi in un approccio di innovazione biomedica rispettoso dell’ambiente. Il loro utilizzo illustra così l’evoluzione delle cure verso tecnologie che uniscono efficacia clinica, biocompatibilità e responsabilità ecologica.

PUNTI CHIAVE DA RICORDARE
La guarigione delle ferite si svolge secondo un processo biologico complesso e organizzato in 4 fasi principali: emostasi, infiammazione, proliferazione, rimodellamento.
Il corretto svolgimento di questo processo può essere compromesso da alcuni fattori quali infezione, malattie croniche, cattiva circolazione sanguigna, malnutrizione, fumo, trattamenti farmacologici o invecchiamento.
Una gestione inadeguata della ferita (pulizia inadeguata, protezione insufficiente, monitoraggio insufficiente, medicazione non adatta) può ritardare la guarigione. La scienza della cicatrizzazione esiste da secoli. Una rivoluzione importante si è verificata a metà del XX secolo con il passaggio da un approccio basato sull’essiccamento della ferita a uno che privilegia il mantenimento di un ambiente umido.
La nostra gamma di prodotti Stop Hémo®, derivata dalle alghe, è idrofilica, assorbe i liquidi corporei (come sangue o essudati) e forma un gel che mantiene un ambiente umido favorevole alla cicatrizzazione. Allo stesso tempo, Stop Hémo® rilascia ioni calcio che contribuiscono all’attivazione delle cellule coinvolte nella guarigione e sostengono il processo naturale di riparazione, che ha inizio fin dal momento della lesione..
Così, Stop Hémo® si inserisce in un approccio medico che unisce efficacia terapeutica, biocompatibilità e responsabilità ecologica e sostenibile .
Fonti :
1- Almadani YH, Vorstenbosch J, Davison PG, Murphy AM. Wound Healing: A Comprehensive Review. Semin Plast Surg. 2021 Aug;35(3):141-144. doi: 10.1055/s-0041-1731791. Epub 2021 Jul 15. PMID: 34526860; PMCID: PMC8432991.
2- Le 4 fasi della guarigione delle ferite e il tuo ruolo nel processo, https://www.essentiahealth.org/about/essentia-health-newsroom/general-surgery-the-4-stages-of-wound-healing-and-your-role-in-the-process#:~:text=However%2C%20surgery%20is%20only%20one,inflammation%2C%20proliferation%2C%20and%20remodeling - consultato il 04/03/2026.
3- 10 consigli per la cicatrizzazione delle ferite, https://reussistonifsi.fr/10-conseils-cicatrisation-plaies/ - consultato il 04/03/2026.
4- Vitamine e minerali, https://nutritionsource.hsph.harvard.edu/vitamins/ - consultato il 04/03/2026.
5- Cicatrizzazione e alimentazione, https://www.hug.ch/dermatologie-venereologie/cicatrisation-alimentation#:~:text=Comme%20les%20glucides%2C%20ils%20sont,peau%20et%20am%C3%A9liorent%20sa%20qualit%C3%A9 - consultato il 04/03/2026.
6- Wang X, Yu Z, Zhou S, Shen S, Chen W. The Effect of a Compound Protein on Wound Healing and Nutritional Status. Evid Based Complement Alternat Med. 2022 Mar 24;2022:4231516. doi: 10.1155/2022/4231516. PMID: 35368770; PMCID: PMC8970868.
7- Bhattacharya S. Wound healing through the ages. Indian J Plast Surg. 2012 May;45(2):177-9. doi: 10.4103/0970-0358.101255. PMID: 23162212; PMCID: PMC3495363.
8- WINTER GD. Formation of the scab and the rate of epithelization of superficial wounds in the skin of the young domestic pig. Nature. 1962 Jan 20;193:293-4. doi: 10.1038/193293a0. PMID: 14007593.
NET26SHE07A – Marzo 2026


